Nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne si fa un gran parlare di un fenomeno che da sempre ha riguardato l’uomo (come razza). Come sempre oggi tutti saranno pronti a stigmatizzare, a mettersi dalla parte delle donne, a mettere un segno rosso ben in vista per la foto sui social e da domani…”stop alle telefonate”.

La questione della violenza è però una questione endemica, riguarda tutti noi, riguarda sia uomini che donne.

Siamo violenti non solo quando usiamo il nostro fisico per predominare sul prossimo ma anche quando usiamo le parole. Nei casi di violenza, infatti, le parole mettono in condizione di sudditanza la vittima che giunge financo a colpevolizzarsi ed a giustificare quella violenza.

Prima di dire no alla violenza dovremmo dire quindi si all’educazione. Dovremmo partire dal presupposto che siamo tutti uguali e che la violenza è quella modalità che ci accomuna a quel regno animale da cui proveniamo. Dovremmo farlo soprattutto nelle scuole, con i bambini, che anche in questo caso insegnano a noi adulti che non vi sono differenze di sesso, di cultura e di religione perchè è insito nel loro inconscio (non me ne vogliano gli analisti) ma poi i bimbi crescono e sensa il giusto rinforzo derivato dall’insegnamento….dimenticano tutti.